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Miniature fantastiche e dove trovarle – Mi ritrovai in una selva oscura

Devi portare il tuo avversario in una profonda foresta oscura dove 2+2=5, e il sentiero che conduce all’esterno è abbastanza agevole solo per uno.

Mikhail Tal

Questa citazioni è nota a tutti. Il suo contesto penso che sia anche questo chiaro: come è noto, Tal sacrificava molto spesso pezzi e pedoni, riuscendo quasi sempre a sfangarla. La sfangava perché, sebbene molti suoi sacrifici siano stati bollati, anche senza motori, come sbagliati, aveva la capacità fuori dal comune di sfruttare il nervosismo e la confusione del suo avversario a proprio vantaggio che spesso entrava nelle (poche) varianti assolutamente vincenti per il lettone.

Questa partita, giocata in contesti poco chiari è la dimostrazione perfetta di ciò che dicevo. Tal trova un geniale sacrificio in apertura (che con il passare del tempo diventerà teorico) e porterà il Nero sull’unica possibilità di errore che ha. Io ora vi faccio guardare la partita con il sottofondo dei miei (mediocri) commenti. Buona visione!

Una partita in pieno stile (passatemi il termine) Talliano. Il povero avversario si ritrova sin dal dodicesimo tratto in balia della volontà del suo avversario, che si dimostra un caparbio calcolatore

Miniature fantastiche e dove trovarle – Punti esclamativi come se piovesse

Ci eravamo lasciati con il “dibattito” sulla noiosità del gioco moderno. Succede però che, sulla mia principale fonte di partite (Tik Tok ndr) ogni tanto trovi quelle che in gergo internettiano (o internettologo, non lo so) si chiamano “hidden gems”, (gemme nascoste, per i meno anglofoni). In realtà, anche quella dell’ultimo articolo (e, piccolo spoiler, del prossimo) l’ho trovata online e sono rimasto stupito. Ora, a dire il vero, non so se la partita di oggi possa essere considerata come moderna, dato che parliamo del 2002, quando i motori scacchistici erano ancora agli albori e quindi non sono certo che sia classificabile come tale. Nel dubbio, pensate a godervi la partita, poi, se vi va, commentate per dirmi il vostro parere.

Una breve introduzione alla partita è necessaria: il Bianco un GM di nota forza, imposta una linea molto tagliente del Gambetto Benko (o, come lo chiamiamo noi, Gambetto del Volga, vero Maestro parte 2?), una scelta d’apertura molto curiosa giocata dal Nero, considerando che è un’apertura considerata inferiore e, per di più, l’ha impostata il giocatore sulla carta più scarso. Io vi ho detto quello che vi devo dire, voi guardate la partita e ditemi voi che ne pensate. Buona visione!

Devo dire che alla fin fine, questi scacchi moderni non sono così noiosi come pensavo, che dite?

Romanticismo di oggi

Nel mondo degli scacchi è in corso, come succede in praticamente in ogni sport, uno scontro generazionale. Nel basket c’è chi dice che il tiro da 3 ha rovinato il gioco, c’è Michael Jordan e il suo dominio negli anni 90 e c’è chi sostiene che, in realtà, i Golden State Warriors di Steph Curry hanno solo fatto evolvere il gioco e che il vero GOAT sia Lebron James.

Nel calcio c’è l’eterno scontro: Pelé-Maradona CR7-Messi per non parlare della fase intermedia con i vari Baggio, Ronaldo il Fenomeno e così via.

Noi però, non siamo qui per parlare di calcio e di basket, ma di scacchi. Allora qual è lo scontro generazionale di cui parlavo? Beh, al di là del solito discorso del GOAT, in cui ognuno

When a man is tired of London…

Pensavate che avessi finito le mie partite di basso livello? E invece no! La verità è che io sto facendo tornei in questo periodo solo per avere partite di basso livello per scriverci articolo sopra. Battute di basso, bassissimo livello a parte, direi di introdurvi alla partita.

Siamo ad Acquasparta. Ultimo turno. Bianco in moto alle 15:00. Il turno esce stranamente tardi, alle 13:53 per essere precisi. La situazione di classifica era particolare: se il primo era ormai quasi certo della vittoria del torneo, essendo a 4/4 e bastandogli la patta per vincere il torneo, la seconda era a 3,5/4, poi dal terzo al nono posto tutti insieme appassionatamente a 3 punti. Questo mi permetteva di fantasticare: nel caso in cui in prima scacchiera avesse vinto il Nero (che, lo ricordo, era a punteggio pieno) e poi in seconda, terza e quarta scacchiera mi serviva la patta per arrivare secondo. Poi, chiaramente, serviva che io facessi il mio. Perdere o pattare, infatti, significava abbandonare ogni possibilità di andare a premio e avere il Nero non facilitava il tutto…

Dopo poco, ho un colpo al cuore. Non trovo il mio avversario online. Ero spiazzato, poi alla fine mi sono tranquillizzato, pensando che già la mattina avevo battuto una 1N senza essermi preparato, in quanto la sera prima non avevo visto nessuna linea che avrei voluto vedere dato che ero impegnato nella simultanea, ma anche se avessi visto qualcosa, il mio avversario mi aveva giocato una variante che non aveva mai giocato prima.

Quindi mi siedo alla scacchiera alle 14:58 e scopro che il mio avversario era proprio una persona con cui la sera prima avevo chiacchierato durante la simultanea. Ora vi lascio alla partita, buona visione!

Partita a parte, ho lasciato in sospeso una questione non di poco conto: com’è finito il torneo? Beh, come dirlo, male. Cioè: in prima scacchiera, hanno pattato e già così, il secondo posto sfumava. In terza e quarta il Nero vinceva facilmente. Rimaneva una sola partita. In caso di patta, io sarei arrivato quinto o addirittura quarto (valli a fare i conti del Bucholz). La posizione era sì pari, ma complessa. Il Nero era però in grave zeitnot. E, proprio a causa di questo zeitnot, ha commesso un grave errore, perdendo un pezzo e la partita. Quindi? Com’è finita? Potete vederlo da voi: sono arrivato sesto (e i premi in denaro erano fino al quinto posto) e sono stato poi premiato per la miglior variazione Elo, che mi permetterà di iscrivermi gratuitamente al prossimo torneo di Amelia, cosa che spero di poter fare, sempre che il CIG di Salsomaggiore non mi stanchi troppo anche a livello fisico.

Detto questo, spero che la partita vi sia piaciuta, e al prossimo articolo!

Cavallini rampanti

Ci eravamo lasciati una settimana fa con il resoconto del torneo di Tivoli, dominato dal nostro Andrea Vellone con 6 punti su 7 (+5 =2 -0). Ebbene, nello scorso fine settimana i Nostri hanno giocato un altro torneo. Angelo Iannattone, nel Campionato Interprovinciale Frosinone e Latina di Alatri con 2,5/5 (+2 =1 -0) ha conquistato il premio di fascia Under 1700 classificandosi decimo assoluto, mentre i “navigati” Alessandro Marino, cioè io (nell’Open B) e Andrea Vellone (nell’Open C) sbarcavano, via camper, in quel di Acquasparta (TR). Alla fine, io ho conquistato il premio rispettivamente per la maggior variazione Elo positiva (+78!) e ho chiuso al 2°-6° posto,

Una di sessanta

Troppo poco, troppo tardi

Pur commettendo seri errori in apertura, Sherwin perde parecchie opportunità per pareggiare il gioco. Dimostrando quella virtuosità tecnica che diverrà in seguito la sua caratteristica peculiare, Fischer, con stupefacente maturità, rafforza gradualmente la propria posizione accumulando piccoli vantaggi: il controllo del centro e la coppia degli Alfieri. Sherwin, nel frattempo, cerca a sua volta di consolidare la propria posizione… solo per vedere il suo quattordicenne avversario rovinargliela con un fulminante sacrificio, che richiama le combinazioni di Alechin: anch’esse sembravano scaturire dal nulla dal nulla.

Sherwin, per quanto scosso, si difende a spada tratta, ma tuttavia alla fine la sua difesa deve capitolare di fronte ad una geniale serie di attacchi contro il suo Re indifeso.

Larry Evans, introduzione alla prima partita

Marzo 2020. Ricordate tutti cos’è successo, no? Il 9 marzo 2020 Giuseppe Conte, a reti unificate annuncia all’Italia che si sarebbe iniziato quello che poi sarebbe stato chiamato “lockdown”. E così, in una di quelle sere di marzo (a memoria, si parla più o meno del 15-16 marzo), durante una delle passeggiate che io e papà facevamo con Lilly, facemmo una scommessa: se avessi indovinato una mossa di una determinata partita, lui mi avrebbe pagato un anno di abbonamento per giocare online con l’X-Box. Di che partita si parla? Ovviamente della partita di quest’articolo! Così, io scommisi: “La diciottesima mossa della Fischer-Sherwin in Sessanta Partite da Ricordare (che io, e lo ricordo come sempre, Amazon non ci paga, consiglio assolutamente di comprare per migliorare e provare ad entrare nella mente del più forte giocatore di tutti i tempi) è Cxh7!” Papà, che non si fidava, accettò. Tornammo a casa, aprimmo il libro (che abbiamo in due versioni, una quella linkata precedentemente, e l’altra in foto, perché per un periodo una delle due l’abbiamo persa) e con somma sorpresa di papà, ma non mia che, ovviamente ero convinto di ciò che dicevo, la diciottesima mossa era proprio Cxh7!

Detto questo, io vi lascerei alla partita, dato che di chiacchiere personali ne abbiamo già fatte troppe.

P.S. I commenti sono interamente miei e non voglio neanche pensare di avvicinarmi ai commenti di Fischer ed Evans. Detto questo, buona lettura!

Una bella partita in cui un quattordicenne Fischer (io a quell’età ero appena arrivato terzo nell’Open B del torneo di Fiuggi ex aequo con quello che sarebbe poi diventato un amico di molte avventure, il Sempreverde Umberto Carlacci, a cui, se mi legge, mando i miei più cari abbracci), comincia a lanciare al mondo il suo grido di battaglia all’URSS, anzi alla Russia visto che lui, che era avanti non solo scacchisticamente, li chiamava Russi, grido di battaglia che si chiuderà nel 1972 nel match di cui abbiamo già parlato.

Le partite vinte bisogna… vincerle!

L’anno è il 2023. Il nome del luogo è Venafro. Inizia così ogni puntata di Babylon 5. E io voglio che inizi così l’articolo sulla mia penultima partita giocata a tempo lungo a tavolino, nonché unica degna di nota di quel torneo, che conclusi comunque con 3,5/5, a pari merito tra il quinto ed il terzo posto (ed io, ovviamente, sono arrivato quinto). Una partita che è stata, di fatto, una battaglia psicologica più che una battaglia sulla scacchiera, ma da cui si possono comunque trarre spunti molto istruttivi.

Ora direi di addentrarci però nella partita. Buona visione!

Una bella partita, dominata dall’inizio alla fine, ma che ho purtroppo buttato nel finale. Direi che questo è il classico esempio di partite in cui si è in vantaggio ma che bisogna saper vincere. E non una cosa né facile, né scontata.

Sconfitta in casa

Dopo una parentesi in cui ci siamo dedicati alle miniature, ricominciamo a commentare partite più lunghe (anche se, questa partita specifica dura solo 35 mosse).

In questo caso, da una parte del ring abbiamo l’Armeno-Americano Levon Aronian, dall’altra

Miniature fantastiche e dove trovarle – Una scozzese molto generosa

 

Ormai 3 anni fa, mentre eravamo nella Fattoria Pasquè (sì, quella della Fischer-Benko) il Maestro mandò a papà la foto di un libro (foto che, purtroppo, non ritroviamo più) in cui questa partita era commentata. Questa è stata una partita per me molto importante, dato che mi fece scoprire la Scozzese (anche se, come vedrete, questa partita riporta un’altra variante che io abbandonai dopo poco tempo). Ricordai a lungo questa partita,

Miniature fantastiche e dove trovarle – Il salto del Cavallo

Alessandro e io stavamo dando un’occhiata al (famoso?) libro di Emil Gelenczei, un testo in Tedesco (lingua che non conosco), che mi regalai in occasione della promozione sospirata in 1N a Telese Terme, nel preistorico (come direbbe Ilaria, con qualche ragione) 1989. Il libro, intitolato “Spiel mit gegen Grossmeister” non è stato mai tradotto in Italiano. Consiste in una raccolta di partite, di cui il lettore deve indovinare le mosse del Bianco o del Nero. Viene attribuito ovviamente un punteggio a ogni singola mossa, e alla fine dell’intero libro (che io non ho mai terminato…) il lettore dovrebbe avere una stima indicativa della propria forza tattica. Abbiamo scelto, per brevità,